anziani e disabili:

fisioterapia La cura dell'anziano è un principio etico, così come l'attenzione per chi soffre di disabilità. L'etica ci insegna che l'essere umano in quanto tale ha diritto ad essere rispettato e tutelato. Così, sia per gli anziani, memoria storica del nostor mondo e di ogni famiglia, fragili perchè la terza età è una stagione meravigliosa, ma allo stesso tempo sinonimo di problemi fisici, che per i disabili oramai considerati risorsa fondamentale e non più peso per la società, la fisioterapia diventa lo strumento fondamentale per rimanere attivi, per conservare o raggiungere quelle condizioni fisiche che possano permettere loro di rimanere parte attiva di questa società.

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il portale per gli anziani
(dal 2014 on line...)

Disabili: le "buone terapie"

Fisioterapia:
Davanti all’esigenze specifiche di ciascun utente, che si abbia una disabilità fisica permanente o un impedimento temporaneo, si predispongono percorsi di riabilitazione personalizzati.

Ippoterapia:
La riabilitazione equestre (o ippoterapia) è impiegata, in combinazione con terapie tradizionali, nei casi di diversa abilità motoria e psichica, autismo, sindrome di Down, iperattivismo, ma anche per il semplice mantenimento della forma fisica e il miglioramento della postura. I benefici riconosciuti
- Cognitivi: miglioramento di alcune capacità mentali, tra cui la memoria e il pensiero induttivo;
- Comportamentali: controllo dell’iperattività, rilassamento corporeo, acquisizione di regole;
- Psicosociali: miglioramento delle capacità relazionali, di socializzazione e di interazione;
- Psicologici in senso stretto: trattamento della fobia dell’animale, miglioramento dell’autostima, sviluppo del senso di responsabilità individuale e del senso di autonomia.

Pet therapy:
Il contatto con un animale domestico può inoltre soddisfare particolari bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali), offrire spunti di conversazione, di ilarità, di gioco e svolgere la funzione di ammortizzatore in condizioni di stress e di conflittualità.

Idroterapia:
Nuoto per disabili, ginnastica di riabilitazione www.idroterapia.it/ L'Acqua come elemento di rieducazione Il nuoto per i disabili e in generale qualsiasi attività riabilitativa in acqua sono, al giorno d’oggi, caldamente consigliate dai migliori medici. Ed effettivamente l’acqua è l’elemento migliore per far fare dell’attività motoria ai disabili.

Questo perché, come spiega il principio di Archimede, quando un corpo è immerso nell’ acqua riceve una spinta verso l’alto uguale al volume di acqua spostato per cui il corpo perde una percentuale di peso che è direttamente proporzionale alla profondità a cui si è immersi. Ciò si traduce per i disabili in un minore carico sulle parti lese e di conseguenza una maggior possibilità di movimento Per consentire alle persone disabili di compiere attività motoria in acqua in modo adeguato è necessario prima di tutto eliminare tutti quegli ostacoli che potrebbero rendere difficoltoso l’ingresso in acqua e dotarsi invece di strumenti tipo sistemi di sollevamento e rampe.

A questo proposito è necessario anche dotarsi di attrezzature che permettano anche al terapista di essere in acqua con la persona disabile, oppure che gli permettano di rimanere vicino a lui anche se fuori dalla vasca. I vantaggi di cui un disabile può godere facendo attività motoria in acqua sono, la riduzione del dolore, un’ampiezza maggiore dei movimenti, una postura più equilibrata. All’inizio non è sicuramente facile in quanto il disabile deve prima imparare a prendere confidenza con l’acqua e a mantenere il controllo del suo corpo e quindi l’equilibrio in acqua e per questo saranno necessarie diverse sedute. Siccome la maggior parte dei disabili può utilizzare gli arti superiori e non gli arti inferiori sarà compito dell’istruttore trovare un modo per poter nuotare utilizzando maggiormente le braccia.

Ad esempio quando lo stile richiede che le braccia si muovano in senso alternato è necessario fare dei piccoli movimenti con il palmo della mano mentre l’altro braccio sta compiendo la bracciata in modo da evitare che il busto ruoti. Lo stile preferito e più praticato dai disabili è lo stile libero, anche se il più facile è lo stile a dorso in quanto la testa rimane fuori dall’acqua e quindi non ci sono problemi legati alla respirazione e di conseguenza fa meno paura. Lo stile a rana è invece il più difficile soprattutto per chi ha disabilità nelle gambe o per chi ha una lesione a livello cervicale in quanto non è in grado di sollevare la testa per respirare.