Lunedì 10 Ottobre 2011 15:30

Benessere: Psicologia forense: donne stressate non temono il gioco violento

Scritto da  Administrator
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Benessere: Psicologia forense: donne stressate non temono il gioco violento 

Oggi purtroppo è aumentata fortemente la percentuale delle persone 
stressate, incapaci di smaltire normalmente gli stress, che non esitano 
a rischiare ingenuamente nella speranza di trovare una scorciatoia e sfuggire al peso delle regole naturali e sociali.

Vi ricordo anche esempi di tantissimi "bravi ragazzi e ragazze" con diplomi e lauree che
bevono spudoratamente, pur sapendo di morire al volante; poi c'è chi
accende ed aspira fumo pestifero per tutta la giornata, incurante della
scritta sul pacchetto e della rottura dei polmoni, chi mangia
bulimicamente fino a schiacciare le piante dei piedi e a bloccare il
cuore nel grasso, chi si lancia appeso ad una corda rischiando di
strapparsi i tendini e sradicarsi gli organi interni, chi va a
praticare il sesso mercenario, incurante dell'amore ma anche dei virus,
batteri e tumori, chi mangia le cozze crude con salmonella e limone e
dice che sono una leccornia gustosa, chi dorme con i gatti ed i cani
nel letto e spesso si ritrova con toxoplasmosi e in buona compagnia di
parassiti nell'intestino, chi non mangia nemmeno per riservare i propri
risparmi al gioco, chi, infine, va girando senza precauzioni nei luoghi
inesplorati e pericolosi fino a perdersi. Tutti questi hanno
sicuramente, in comune, uno stato psicologico
che li allontana dalla prudenza e li rende disponibili all'ignoto,
anche se esiziale.

Alcuni pensano che si tratta di ragazzi o adulti ingenui e
accondiscendenti che frequentano gli amici più scaltri e spericolati
che poi li spingono verso le esperienze strane e sconvolgenti, ma non è
così perché la psicologia insegna che la mente normale non si presta
facilmente a questo, e direi anche che è inutile e sbagliato scaricare
le scelte e le responsabilità personali criminalizzando gli altri
amici, o lamentarsi quando poi le cose non vanno per il verso giusto e
si verifica l'incidente che nel gioco è comunque riconosciuto come
possibile. I giovani di ieri e di oggi sono stati e sono sempre gli
stessi per quanto riguarda la percentuale di chi corre deliberatamente
rischi reali nonostante siano conosciuti.

La causa fondamentale di questa scelta imprudente risiederebbe nello
stress cui è sottoposta incessantemente la persona; lo stress, oltre
una soglia di sopportabilità personale, indurrebbe a rischiare senza
aver paura.

Immagino che molti lettori di fronte a questa spiegazione psicologico
clinica rimarranno alquanto perplessi ed incuriositi, perciò vi invito
a farvi una novella cultura sui gravi disturbi psicologici che può
causare lo stress e sugli innumerevoli fattori esterni ed
interni alla persona, che stressano la mente umana fino a portarla alle
scelte estreme.

Lo stress infatti è sempre in agguato contro tutti noi e spesso cresce
nell'interno della mente col crescere delle sole aspettative, ansie,
insoddisfazioni o divertimenti; pertanto non sempre dipende dalla
fatica vera e propria. Allora bisogna fare attenzione alle tensioni
interne stressanti (novità, spostamento pasti, sonno, orari, progetti)
e notare da se stessi o con l'aiuto di uno psicologo se queste tensioni
spingono verso "scelte strane e inusuali".

A sostegno di questa tesi vi cito, solo sommariamente, il continuo
verificarsi di casi di cronaca scandalistica, che coinvolgono molti
professionisti validi sul piano culturale, professionale e sociale, per
i quali si osserva che lo stress da superlavoro sia correlato a
comportamenti "estremi", connotati da una diminuita inibizione e
talvolta da insensibilità alle leggi ed al discredito personale.
Ripensando ai giochi pericolosi con le funi annodate, si può quindi
ipotizzare che sia appunto uno dei tanti mezzi o pratiche estreme
scelte da persone infelici che vogliono smaltire, rilassamento
desiderato, anche a rischio esiziale. Non abbassiamo la guardia e
vigiliamo sulla stanchezza con la ragionevole speranza che in casi
analoghi il ricorso preventivo ad un orientamento psicologico abbia
qualche benefico effetto nel prevenire incidenti irreparabili.

Prof. Gennaro Iasevoli

Ultima modifica Giovedì 03 Novembre 2011 15:48